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Pre Esame

A tutti un grande in bocca al lupo per l’esame di domani!!!!

 
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Pubblicato da su giugno 13, 2011 in Uncategorized

 

Ultima Lezione

 

  • “Quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa è formata da tre parti: “Mi dispiace”; “Era colpa mia”, “Cosa posso fare per rimediare”? La maggior parte della gente salta la terza parte; è da questo che puoi capire chi è sincero”.
  • “L’esperienza è quello che ottieni quando non ottieni quello che vuoi.”.
  • “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri”.
  • “Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore”.
  • “Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri”.
  • “Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato”.
  • “Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di voi. I sogni verranno da sè”.
  • “La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità”

 

 
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Pubblicato da su giugno 12, 2011 in Uncategorized

 

Quesiti Referendari.

Parliamo dei magici quesiti referendari e di cosa dovrebbero significare:

  • Quesito numero Uno, colore Rosso, Referendum sull’acqua pubblica:

“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il quesito punta ad abrogare l’Art. 23 bis del Decreto Legge 25 giugno 2008 N.112 (decreto Ronchi). Cosa siamo chiamati a decidere? Se abrogare questa norma che prevede l’obbligatorietà della gestione privata dei servizi idrici, almeno per quanto riguarda il pacchetto di maggioranza,  nelle società gestenti. In pratica il decreto stabilisce che debbano essere i privati ad avere la maggioranza nelle società che gestiscono gli acquedotti, il pubblico può partecipare ma in percentuale minoritaria.

Chi vota Sì quindi decide di chiedere la cancellazione di questa norma, consentendo che possano continuare a essere delle società a capitale interamente pubblico, o almeno a maggioranza pubblica, a gestire i servizi  che trasportano l’acqua. Noi però, sappiamo per esperienza che i poteri pubblici non sempre brillano per efficienza, spesso sono mal gestiti, soggetti a corruzione, a interessi ecc… ne è dimostrazione  lo stato di salute delle reti idriche, che fanno letteralmente acqua da tutte le parti. Sfido chiunque a dire che in Italia “pubblico” sia sempre sinonimo di efficienza totale. Tuttavia, va detto che; nel caso in cui la gestione non fosse a noi congeniale, si potrebbe sempre applicare un controllo democratico. In quanto elettori, infatti, potremmo sempre decidere la destituzione degli amministratori del servizio, qualora non si dimostrassero capaci.

Chi vota No, invece, chiede la conferma del decreto Ronchi, la quale stabilisce l’affidamento della gestione dei servizi idrici alle società private. Questo “potrebbe” maggiorare la bolletta…i privati infatti non entrano in società per beneficenza, bensì per guadagnarci. Tuttavia, “potrebbe” anche apportare una miglioria al sistema, questo, se si fosse disposti ad investire grandi capitali per riparare dove il pubblico non può. Tutto ciò in nome di una maggiore efficienza e qualità del servizio.

Per concludere, il privato “potrebbe” sì migliorare il sistema, ma implicherebbe quasi inevitabilmente un aumento della spesa per i cittadini. Il pubblico, invece, “potrebbe continuare” a  garantire  il servizio, mantenendo costi inferiori al privato, a scapito, però, di una minore efficienza del servizio stesso; situazione che si verifica dalla notte dei tempi…

Riassumendo:

Vota Sì, se sei contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati
Vota No, se sei a favore della legislazione attuale che prevede la possibilità di “privatizzare” la gestione dell’acqua

 

  •  Quesito numero Due, colore Giallo, Referendum sull’acqua pubblica:

“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”, il quesito dice: “ Volete voi che sia abrogato il comma 1 dell’Art.154, tariffa del servizio idrico integrato del Decreto Legislativo N.152 del 3 aprile 2006 norme in materia ambientale limitatamente alla seguente parte : dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito?”.

Tutto ciò significa che: nella determinazione delle tariffe, che i cittadini pagano sulle bollette del consumo idrico, si debba tenere conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito.

I promotori ( ovvero i votanti NO), chiedono quindi che venga consentito ai gestori di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, profitti calcolati in un 7%, che andrebbe a  remunerare il capitale investito. Tutto questo però senza nessun obbligo di miglioramento qualitativo del servizio stesso. In pratica così facendo viene garantito un 7% di utile a chi gestisce il servizio, semplicemente come ricompensa per l’investimento iniziale.

Se invece si vota SÌ, ovvero si chiede la cancellazione di questa norma, nel caso di partecipazione di privati alla gestione del servizio idrico, il profitto degli investitori deriverebbe dal loro impegno, ovvero dalle migliorie apportate al servizio, e non dalla legge che garantisce loro un profitto di base.

Riassumendo:

Vota Sì, se sei contro la norma che permette il profitto nell’erogazione del bene acqua potabile
Vota No,  se sei a favore della legislazione attuale che ammette tale profitto

 

  • Quesito numero Tre, colore Grigio, Referendum sul nucleare:

“Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”. Il quesito dice: “Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’Art. 5  del Decreto Legge 31/03/2011 34 convertito con modificazioni dalla legge  26/05/2011 num.75?”.

Se votiamo Sì, abroghiamo il Decreto Omnibus, nella parte in cui si chiede di sospendere per un anno il progetto nucleare, per poi riprenderlo alla luce di nuove considerazioni di tipo tecnologico, innovativo ecc… In pratica si vota Sì se si vuole evitare di ritrovarsi il nucleare alla porta l’ anno prossimo.

Se si vota No, significa che si è favorevoli a riprendere in considerazione il nucleare come fonte di energia.

Detto ciò, in tema di nucleare sfrutto il Blog di Nicola, che proprio ieri ha pubblicato un esaustivo articolo sull’argomento. Del resto su questo tema l’oggettività mi riesce piuttosto difficile; è vero che l’energia nucleare costa meno delle altre (questo per la sola produzione di energia però, i costi, infatti, andrebbero calcolati alla fine dell’intero ciclo produttivo, quando il primo “barile” di scorie radioattive decadrebbe), ma a regime, ovvero per coloro che le centrali le hanno già. Costruirle costerebbe decine di miliardi  di euro per poi non riuscire nemmeno a coprire l’intero fabbisogno nazionale. Non parliamo poi del problema delle scorie, quelle sì che sono per sempre, altro che i diamanti! Quanto ci costerebbe il mantenimento dei rifiuti radioattivi e la costruzione dei siti di stoccaggio per decine di migliaia di anni?  Perché solo allora sarebbe possibile stabilire il costo effettivo di un kW-h.

Riassumendo:

Vota Sì, se sei contro la costruzione di centrali nucleari in Italia
Vota No, se sei a favore della legislazione attuale che di fatto non le esclude

( http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/223196/pelazza-chernobyl-25-anni-dopo.html )

 

  • Quesito numero Quattro, colore Verde, Referendum sul legittimo impedimento:

“Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010 N.51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza N.23/11 della Corte Costituzionale”. Il quesito dice: “ Volete che siano abrogati l’Art. 1 commi 1,3,5,6, nonché l’Art. 2 della legge 7 aprile 2010 N.51 recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

Questa legge prevede che il Presidente del Consiglio e i suoi Ministri abbiano il diritto a non comparire in udienza (se chiamati), per una durata di un anno e mezzo, in pratica un rinvio attuabile tramite richiesta.

Votando Sì, si cancella questa privilegio, permettendo alla legge e ai giudici di fare il loro dovere, visto che davanti ad essi dovremmo essere tutti uguali.

Riassumendo:

Vota Sì, se sei contrario al principio che il Presidente del Consiglio o un ministro possano chiedere di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano
Vota No, se sei a favore della legislazione attuale che prevede questo “scudo” nei confronti del sistema giudiziario

 

 
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Pubblicato da su giugno 8, 2011 in Uncategorized

 

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”

In occasione della visita a Zagabria, il Papa ha espresso condanna per le coppie di fatto, affermando la precarietà di tutti i legami al di fuori del matrimonio. Ha poi invitato a fare figli senza avere timore; e in effetti con tutti i posti di lavoro disponibili, i contratti di lavoro stabili e duraturi, le agevolazioni per maternità, gli alti stipendi, i facili accessi a asili e scuole non vedo dove sia il problema.

La frase che più mi ha colpito però è stata la seguente:

“Non bisogna avere timore di impegnarsi per un’altra persona”, una frase bellissima di per sé, ma, successivamente mi sono imbattuta in un altro articolo che parla proprio di impegno verso altre persone, persone affidate a ordini religiosi per seguire un percorso e per essere aiutate:

“Le 30 mila lavandaie-schiave d’Irlanda
E nessuno che almeno chieda loro scusa”

“Le donne “perdute” in custodia di quattro ordini religiosi, dal 1922 al 1996, chiuse a lavare panni gratis agli ordini delle suore cattoliche, a subire violenze psicologiche, fisiche, spesso sessuali. Il Comitato contro le torture delle Nazioni Unite chiede ora un’inchiesta, cosa che dovrebbe obbligare la Chiesa a rendere conto dell’accaduto” Leggi L’articolo…

Sinceramente, fino ad oggi non era a conoscenza di questo problema, ma ora che lo conosco mi sorge spontanea una riflessione: La chiesa, così tanto prodiga nel “suggerire” direttive o stili di vita all’uomo, impegnata anche in ambiti che, a mio avviso, non le competono in toto, si ferma mai a riflettere sul suo eventuale ruolo di istituzione nei confronti dell’umanità?

 

 

” Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” .    Vangelo: Luca 6,39-42

 
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Pubblicato da su giugno 5, 2011 in Uncategorized

 

Press in progress

“Ciascun comunicatore, ciascun giornalista  ha il dovere deontologico, ancor prima che politico, di rifiutare la censura, di garantire  il diritto di cronaca, di contrastare  qualsiasi  tentativo di aggirare  le norme e i regolamenti” (Leggi l’articolo…)

Il 3 Maggio si è celebrata la Giornata Mondiale della libertà di stampa, istituita 20 anni fa con l’obiettivo di stilare una Dichiarazione a tutela dei principi fondamentali della libertà di espressione, sancita dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
In un’epoca in cui l’opportunità d’espressione è senza precedenti e dove lo scambio di informazioni è alla portata di molti, l’Italia (ma no solo), resta in basso. In basso a causa della forte concentrazione mediatica, delle ingerenze politiche nei mezzi d’informazione e della mancanza di integrità morale.

Inoltre, minacce, ritorsioni e omicidi, che molti giornalisti e blogger,come l’ultimo ma non isolato caso del giornalista cooperante Vittorio Arrigoni, continuano a subire, dimostrano ogni giorno l’importanza della libertà di espressione e il suo assoluto valore nella perpetuazione degli ideali di giustizia e libertà.

Freedom House:

Nel rapporto dello scorso anno sulla libertà d’informazione nel mondo, Freedom House colloca l’Italia tra i paesi parzialmente liberi. Le motivazioni presentate dall’ organizzazione, sono molto chiare.  L’Italia viene descritta come il paese in cui la libertà di parola è limitata da leggi, dai tribunali (l’arma della denuncia per diffamazione, che riconosciuta porta a pene pecuniarie, è molto in voga), dalle intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media.

“Berlusconi, the first head of Italian government to take legal action against Italian and European media, continued to interfere in journalists’ efforts to cover conflicts between his private and political life. A national media group, L’Espresso, which owns La Repubblica newspaper, sued Berlusconi for defamation in July for calling the newspaper “subversive” and encouraging businesses to boycott advertising with the paper”.

“Corruption remains an issue in politics despite the changes in government over the past decade. Italy was ranked 63 out of 180 countries surveyed in Transparency International’s 2009 Corruption Perceptions Index, the second lowest rating for Western Europe. Berlusconi has faced numerous corruption charges over the years, but has never been convicted. However, in October 2009, the Constitutional Court overturned a law granting Berlusconi immunity from prosecution while still in office. The ruling allows for a number of pending court cases against him to proceed; the first of which began in November involving tax fraud related to the media group Mediaset, in which Berlusconi owns a significant stake. The trial was eventually adjourned as the prime minister could not attend due to state business.”

“Freedoms of speech and of the press are constitutionally guaranteed. However, the prime minister controls up to 90 percent of the country’s broadcast media through state-owned outlets and his own private media holdings. There are many newspapers and news magazines, most of them with regional bases. Newspapers are primarily run by political parties or owned by large media groups.

“Freedom of religion is respected and guaranteed by the constitution. Although Roman Catholicism is the dominant faith and the state grants some privileges to the Catholic Church, there is no official religion.”.

“Italy suffers from an unusually high concentration of media ownership by European standards”.

http://www.freedomhouse.org

Reporters sans frontières:

La  valutazione di Reporters sans frontières non è più magnanima, essa infatti colloca l’Italia al 49 posto per libertà di informazione:

“Reporters sans frontières a exprimé à plusieurs reprises son inquiétude face à la dégradation de la situation de la liberté de la presse dans l’Union européenne. Le classement 2010 confirme ce constat. Sur les vingt-sept pays membres de l’UE, treize pays se trouvent dans les vingt premiers. Quatorze pays sont sous la vingtième place et certains se retrouvent même très bas dans le classement : Grèce (70e), Bulgarie (70e), Roumanie (52e), Italie (49e). L’Union européenne n’est pas un ensemble homogène en matière de liberté de la presse. Au contraire, l’écart continue de se creuser entre les bons et les mauvais élèves. Plusieurs pays démocratiques où Reporters sans frontières avait signalé un certain nombre de problèmes ne connaissent aucune progression. Il s’agit, en premier lieu, de la France et de l’Italie où incidents et faits marquants ont jalonné l’année en cours, confirmant leur incapacité à renverser la tendance : violation de la protection des sources, concentration des médias, mépris et même impatience du pouvoir politique envers les journalistes et leur travail, convocations de journalistes devant la justice”.

http://fr.rsf.org

Freemedia:

“An IPI report, based on the findings of a November 2010 press freedom mission to Italy, drew attention to the legal and institutional system that allows for political interference in the content of the public service broadcaster RAI, as well as in the decision-making process about who can practice as a professional journalist, and in is- sues related to professional ethics in Italy”.

http://www.freemedia.at

Del resto, la prova più convincente dell’attendibilità del giudizio delle organizzazioni estere, sta nel fatto che qui, in Italia, in pochi parlino di questi dati; li si trova in qualche articolo, in qualche blog, in qualche forum. Per il resto silenzio assoluto, una questione di tale rilevanza, non dovrebbe invece essere al centro del dibattito pubblico, scatenare le reazioni dell’opposizione, della società civile e porre il governo dinnanzi all’ obbligo di un chiarimento?

 “Se c’è una cosa che è sotto gli occhi di tutti è che in Italia c’è fin troppa libertà di stampa”.

S.B.

 
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Pubblicato da su giugno 4, 2011 in Uncategorized

 

“You, lot of problem!”

Parliamo di Italiani e di lingua inglese: reduce da un viaggio in Irlanda ho assistito per l’ennesima volta alla pessima figura di connazionali assolutamente incapaci di comportarsi in situazioni semplici e assolutamente normali. Nonostante l’ indagine condotta da Skyscanner, “Quali sono i peggiori turisti?”, piazzi al 14esimo posto gli Italiani, io, che ho il vizio di tenere la valigia pronta dietro la porta, ogni volta che viaggio assisto a scene tra il ridicolo e il vergognoso (forse ho l’abbonamento…..).

Aeroporto di Dublino imbarco volo Ryanair: La fila ordinata e annoiata, è rimasta tale fino all’arrivo di due coppie di Italiani. I signori prendono posto in fila ma dopo poco decidono che è il caso di sorpassare chi sta davanti a loro. Un signore irlandese (sorpassato) chiede gentilmente di rispettare la fila come fanno tutti e pretende che i quattro riprendano posto dietro di lui.

Iniziano urla e insulti in vari idiomi tra i quali: l’ italiano: “Calmino”, “ Cretino” “Vaffanculo vah”. In dialetto: “Ma va a cagher”  e in inglese: “ You, lot of problem”, “You, problem in your head”.

Inutile dire come  la performance in lingua inglese dei raffinatissimi Signori sia diventata da subito un tormentone divertente per gli altri passeggeri. Non era meglio starsene zitti?!

Nonostante la conoscenza della lingua inglese in Europa sia molto diffusa,  l’Italia resta tra i fanalini di coda. Il nostro Paese e’ infatti tra gli ultimi in Ue, subito prima solo di Spagna e Turchia. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Ef Education First, la multinazionale che organizza corsi di lingue e vacanze studio all’estero in tutto il mondo. Questo studio, denominato EF English Proficiency Index (EPI), si basa sui test sostenuti on-line da oltre 2 milioni di persone adulte nel triennio 2007-09 in 44 Paesi di tre continenti (Europa, Asia e Centro-Sud America).

In cima alla classifica dello studio  Ef (risultati Europa), si trova la Norvegia seguita da Olanda  che precede Danimarca Svezia e Finlandia. La Turchia è l’ultimo paese europeo della classifica, al 43° posto. (I risultati completi sono disponibili on-line su www.ef-italia.it/epi ). Secondo gli esperti di Ef, la causa del risultato negativo dell’Italia è da ricercare nel ruolo secondario dell’insegnamento dell’inglese all’interno del sistema scolastico ed universitario italiano. Oltre a ciò, trovo che un altro problema risieda nella qualità dell’insegnamento inteso come metodo didattico applicato. Offro come esempio il mio caso personale. Ho fatto il Liceo Linguistico, studiando tedesco, inglese e francese, il risultato è il seguente: in lingua tedesca ricordo pochissimo, mentre per la conoscenza dell’inglese e del francese ringrazierò per sempre le Professoresse delle scuole medie e il loro metodo, senza di loro non saprei nulla. Tornando al Liceo Linguistico (la parola dovrebbe dire tutto), i metodi erano i seguenti:

Per il tedesco: Imparare a memoria parole, su parole, su parole. Presto spiegato perché non me lo ricordo.

Per l’inglese: Leggere brani e rispondere alle domande generalmente con Yes it is/ No it isn’t  o simili, ma comunque approfondire o andare oltre non era contemplato.

Per il francese: scrivere sotto dettatura analisi letterarie (senza sottoporle a correzione) e sciorinarle a memoria all’interrogazione.

Le tante promesse gite studio per imparare la lingua all’estero si sono trasformate nei seguenti soggiorni:

Un giorno a Mantova, cinque giorni a Parigi con il Prof. di ginnastica, una settimana a Madrid SENZA professori…..inutile specificare la condotta della gita.

Indubbiamente la mia esperienza non può essere rappresentativa, anzi mi scuso per la soggettività di questo post, ma è indubbio che il ritardo dell’ Italia rappresenti il risultato di varie carenze di tempi, di metodi e di applicazioni, entrambi, quest’ultimi, troppo spesso arbitrari.

Si salvi chi può!!!

P.S. Un divertentissimo libro su questo argomento è “Manuale del perfetto turista” di Beppe Severgnini.

 
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Pubblicato da su maggio 31, 2011 in Uncategorized

 

“Webfobic”

Audiweb ha rilasciato i dati aggiornati a marzo 2011 relativi alla popolazione internet in Italia. I dati si basano su 10.000 interviste fatte ad un campione rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni.

A marzo 2011:

– 12,8 milioni [60,5% delle famiglie italiane] ha una connessione internet da casa

– 34,4 milioni sono gli italiani che dispongono di un collegamento a internet [+7% mag 2010]

– internet mobile +50,5% [rispetto al 2010]; 7,3 milioni di persone

– In media, gli utenti online giornalmente sono 13,3 milioni [+14,6% rispetto 2010] e navigano per 1 ora e 24 minuti, consultando in media 174 pagine per persona

Sociodemografica degli utenti italiani online [giorno medio]

– 5,8 milioni di donne

– 7,5 milioni di uomini

– 35 e i 54 anni: 6,3 milioni [34,6%]

– 25 e i 34 anni: 2,7 milioni [34,7%]

– 18 e i 24 anni: 1,4 milioni [30,8%]

La massiccia diffusione di Internet e dei suoi mezzi di comunicazione, ha aggirato limiti temporali e spaziali favorendo l’accesso a innumerevoli fonti di informazione. Come spesso avviene però, l’uso di un mezzo ha implicito in sé un possibile cattivo utilizzo se non l’abuso, del medesimo.

Proprio in seguito alla diffusione di Internet si sta assistendo alla nascita di fenomeni psicopatologici collegati ad un uso eccessivo e sregolato della rete. Tali abusi possono indurre dipendenza psicologica e sfociare in un vero e proprio disturbo denominato I.A.D (Internet Addiction Disorder).

E’ da sottolineare come la dipendenza da Internet, rappresenti la maggior parte delle volte un ulteriore fattore aggravante e un ulteriore sintomo, il quale  va ad aggiungersi ad altri malesseri già in atto come: depressione, disturbi psichici,  abuso di sostanze, problemi lavorativi e familiari.

Tuttavia  la Rete, così ricca di opportunità, riesce a legarsi, certe volte patologicamente, anche a persone che non hanno mai avuto alcun disturbo psicologico, le quali possono divenire vittime dei propri stessi bisogni. Certi comportamenti eccesivi infatti conducono ad una progressiva disgregazione delle esperienze e delle dinamiche della vita reale, spingendo l’individuo verso una sempre maggiore alienazione sociale ed affettiva.

Internet si trasforma in un “nido” protetto dove vivere emozioni e rapporti interpersonali virtuali senza ruoli, vincoli o convenzioni, ma soprattutto diventa un luogo dove si può essere ciò che si vuole, ciò che magari non si è nella vita reale.

Le dipendenze da Internet possono essere di vario tipo, ma le più frequenti sono:

Dipendenza da Netgaming e da Gambling Online: Il Netgaming e il Gambling sono due forme di gioco online. Il Netgaming consiste nel prendere parte a un game dove la sfida non è tra il player e l’intelligenza artificiale di una console o di un computer, ma tra diversi players connessi in rete. In pratica si ha la possibilità di incontrarsi in mondi virtuali per sfidarsi o collaborare. Oltre a ricreare un ambiente in un certo senso “reale”, questi giochi creano strane dipendenze come: “aumentare di livello”, “ottenere un oggetto”, “portare a termine una missione” e così via. Per chi è predisposto all’utilizzo di videogiochi il passo tra svago e ossessione può diventare veramente breve. Il Gambling consiste invece nel gioco d’azzardo online, la cui forma più popolare è indubbiamente il Poker, con tutti i risvolti economici che ne conseguono.

Dipendenza da Social Network: Nel 2010 al Policlinico Gemelli di Roma è stato creato un centro per assistere chi è affetto da psicopatologie da “Friendship Addiction”, una sorta di dipendenza da amici condivisi su Facebook. A individuare e coniare questa nuova patologia è stato David Smallwood, psicologo britannico. Secondo il ricercatore il più diffuso social network alimenta l’insicurezza degli utenti che non riescono a staccarsi dal sito dove le relazioni online diventano rapidamente più importanti dei rapporti reali, perché più facili da gestire. In occasione dello studio “24 Hours:Unplugged”, condotto dai ricercatori della University of Maryland, 200 studenti hanno rinunciato per un giorno intero alla comunicazione digitale, riportando successivamente le loro esperienze. Gli studiosi sono rimasti piuttosto sorpresi dal numero di persone che hanno dichiarato di non poter fare a meno dei media. In molti casi, il disperato desiderio di tornare online ha comportato agitazione, ansia e tensione, sintomi che anche gli alcolisti o i tossicodipendenti sperimentano durante la disintossicazione. E’ stata soprattutto l’astinenza dai social network a  rivelarsi particolarmente difficile, infatti secondo i ricercatori,  gli studenti tra i 18 e i 21 anni utilizzano costantemente Facebook per comunicare con gli amici, trascurando altri mezzi di relazione.

Dipendenza da Pornografia Online:  A novembre 2010 sono stati ben 7,8 milioni gli italiani a fruire di contenuti porno, ossia ben il 29% dei navigatori totali. Rispetto allo stesso periodo del 2005 si è registrato un aumento pari al 58%. Sul web l’offerta di pornografia oltre a essere molto ampia è soprattutto a basso costo se non gratuita, accessibile in qualsiasi momento e a tutti poiché non sempre protetta. Questo abuso ha le stesse implicazioni psicologiche, sociali, affettive, familiari, emotive, delle altre dipendenze ma può risultare più pericoloso poiché rischia di comprendere pratiche di pedofilia virtuale oppure alterare la sfera sessuale degli individui. La visione di materiale pornografico può assumere nel tempo caratteristiche ossessive  compulsive, potenzialmente dannose per i molteplici aspetti della vita della persona; oltretutto a ciò si devono aggiungere problematiche psichiche personali come il calo dell’autostima e della fiducia in se stessi, ansia, senso di colpa e di vergogna, rabbia e stress. Anche la parte fisiologica dell’individuo può risentirne negativamente con manifestazioni come: calo del desiderio sessuale, impotenza e/o problemi di eiaculazione. In questi ultimi tempi si è sentito spesso parlare di “Anoressia Sessuale”. Questa nuova patologia riguarda soprattutto i giovani con meno di 25 anni e riguarda circa il 70% dei ragazzi con problematiche legate al sesso che si rivolgono ai consultori. Generalmente chi accusa questa disfunzione ha visitato su Internet siti pornografici spinti soprattutto in giovanissima età (13-14 anni).
Il fruire di queste immagini in questa fase della vita, può rallentare la maturazione cerebrale della sessualità, svincolando il sesso dall’affettività e facendo perdere l’interesse verso la sfera reale che necessita proprio di fantasia, per avere un giusto e sano sviluppo.
L’abuso di Internet in tal senso, rischia di uccidere proprio questa fantasia nei più giovani, portando all’assuefazione e alla conseguente mancanza di desiderio nella vita reale.
Il target resta prettamente maschile per il 70%, la fascia d’età che più ricerca su Internet forti emozioni va dai 24 ai 44 anni. Il 10% dei frequentatori del sesso online ha meno di 18 anni. Ogni mese vengono visitate 1.130.000 di pagine in Italia: 197 pagine al mese per persona per un totale di permanenza sui siti porno di un’ora e quaranta minuti.

E’ superfluo specificare che tutte queste forme di abuso non si trovano solo su Internet, ma in rete sono senza dubbio facilitate dall’anonimato e dalla semplicità con cui è possibile praticarle in qualunque momento e  senza esporsi al giudizio altrui.  Il web non pone alcun limite all’impulso, che può facilmente tramutarsi in compulsione quando sfugge al controllo del soggetto, diventando così il centro della sua esistenza.

Test dipendenza da Internet:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fonti: www.iltuopsicologo.it , http://expianetadidio.blogspot.com , http://www.dipendenzadainternet.com , http://www.anagen.net/internet.htm , http://www.iadkiller.org/dipendenza-da-internet-di-cosa-si-tratta/test-uadi-uso-abuso-e-dipendenza-da-internet , http://www.dipendenze.com/nuovedipendenze/internet.asp
 
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Pubblicato da su maggio 25, 2011 in Uncategorized